Glutammato monosodico: Motivi per EVITARLO

Il glutammato monosodico fa parte degli additivi alimentari utilizzati a livello industriale per insaporire i cibi confezionati,  e sopratutto per la preparazione dei dadi da brodo, vegetali o di carne. E’ sufficiente controllare gli elenchi degli ingredienti presenti sulle confezioni per rendersi conto della sua onnipresenza.

Glutammato monosodico: Motivi per EVITARLO

Il glutammato monosodico fa male alla salute?

Le opinioni al riguardo sono molto diverse. Il suo consumo è stato associato all’aumento dell’obesità, intolleranze, allergie, sensibilizzazioni, sintomi momentanei e patologie degenerative molto gravi.
L’European Food Information Council (Eufic), descrive il glutammato monosodico come il sale sodico dell’acido glutammico e come un amminoacido naturale presente in quasi tutti gli alimenti, con riferimento maggiore per quelli molto proteici. Il glutammato monosodico utilizzato dall’industria alimentare non è per nulla naturale. Inizialmente veniva estratto da alcuni cibi, come le alghe, ora viene ottenuto completamente grazie alla sintesi chimica.

Quindi il glutammato monosodico fa male?

Nel dubbio, preferiamo evitarlo.

Glutammato: come evitarlo?

  • Leggere le etichette
E’ necessario fare molta attenzione quando si va a fare la spesa. Bisogna controllare tutti gli ingredienti presenti in etichetta, non soltanto nel caso del dado, ma anche per quanto riguarda prodotti confezionati che sono stati preparati con brodo e sughi, o insaporiti con additivi artificiali. Sulle etichette alimentari bisogna cercare la dicitura “glutammato monosodico” o la sigla E621.
  •  Dado fatto in casa

Il dado è l’ingrediente che più comunemente contiene glutammato monosodico. I dadi che troviamo al supermercato, siano essi in panetto o in polvere, vegetali o di carne, hanno un altra pobbabilità di contenerlo. L’alternativa al dado commerciale, se si vuole avere a disposizione un insaporitore naturale, è la preparazione casalinga. Autoprodurre il dado non è complicato e lo si può preparare in diverse versioni, da conservare in frigorifero, in freezer o in barattolo.

  • Autoproduzione

Il glutammato monosodico è presente anche nelle confezioni dei sughi e dei condimenti pronti, nei prodotti da forno confezionati e surgelati e nei piatti pronti già conditi e insaporiti, che necessitano soltanto di essere riscaldati in padella o nel microonde.

Pensiamoci bene. Questo additivo artificiale viene utilizzato dall’industria per aromatizzare alimenti che ormai hanno perso il loro sapore originario. Davvero un brodo di verdure o un sugo di pomodoro hanno bisogno di un esaltatore di sapore? Probabilmente, non sarebbe così se fossero preparati con ortaggi freschi e di stagione.

Il glutammato monosodico è tipico dei cibi industriali ma può benissimo non rientrare nei piatti a base di ingredienti naturali preparati in casa. Quindi meglio imparare a realizzare da sé salse sughi e condimenti.
  • Alternative al sale
Alcune opinioni ricordano che il glutammato monosodico contiene meno sodio rispetto al comune sale da cucina, e che dunque un suo impiego come condimento potrebbe contribuire a limitare l’apporto di sodio all’organismo attraverso l’alimentazione.
“Il glutammato monosodico contiene circa un terzo del sodio contenuto nel sale da tavola e viene utilizzato in quantità minori. Se combinato ad una piccola quantità di sale da tavola, tale sostanza può contribuire a ridurre il quantitativo di sodio contenuto in una pietanza del 20 fino al 40%, mantenendone invariato il gusto”.
Queste opinioni non ci convincono del tutto. Esistono certamente altri modi per insaporire le pietanze, al di là del glutammato monosodico e del sale da cucina: erbe, spezie, pepe, peperoncino, curry, semi aromatici (come i semi di coriandolo e di finocchio), olio aromatizzato, gomasio (un condimento a base di sesamo e sale marino integrale).
  •  Intolleranze e allergie
Nel corso degli ultimi anni stimo assistendo ad un aumento delle intolleranze e delle allergie, in concomitanza con la diffusione di un’alimentazione sempre meno naturale e di stili di vita ben poco salutari. Dopo un pasto che presenta questo additivo possono insorgere alcuni sintomi ben riconoscibili, come tachicardia, nausea, emicrania, dolore alla testa, sensazione di rigidità nella parte alta del corpo.
  •  Malattie degenerative

L’assenza di dati certi per quanto riguarda il legame tra glutammato monosodico e comparsa di malattie degenerative desta non pochi sospetti. La correlazione del suo consumo con il sopraggiungere di malattie come l’Alzheimer e il Parkinson sarebbe stata esclusa. Il legame tra consumo di glutammato monosodico e malattie è stato ipotizzato anche per il diabete, l’autismo, la depressione, i disturbi del comportamento e dell’apprendimento. Nel dubbio, preferiamo evitarlo il più possibile, dato che il suo impiego come insaporitore non è indispensabile.

  •  Obesità
Tra glutammato monosodico e obesità, di cui non si parla abbastanza. Il glutammato monosodico verrebbe utilizzato nella sperimentazione animale, per rendere le cavie da sottoporre agli studi scientifici obese in tempi rapidi. Gli esseri umani, e soprattutto i bambini, sono almeno 4 volte più sensibili a questa sostanza rispetto agli animali. E’ una vera e propria tossina, a cui i vari soggetti possono essere più o meno sensibili. Il glutammato sarebbe da considerare tra i responsabili dell’epidemia di obesità.
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